Artigianato
Oramai è una "consuetudine" che i turisti, girando per le strade del centro storico di Lecce e degli altri paesi salentini, oltre a rimanere letteralmente affascinati dalle infrastrutture e dalle chiese barocche o dalle mirabili scogliere o coste sabbiose, non possono far a meno di rimanere altrettanto incantati dalle stupende creazioni dei maestri artigiani salentini: statuette in pietra leccese, cartapesta, piatti e fischietti in terracotta e ceramica, lampade e candelieri in ferro battuto e tanto altro ancora da far primeggiare senza dubbio l'artigianato salentino tra i migliori della penisola italiana!
Di seguito alcuni informazioni sui metodi e sulla storia dell'artigianato salentino.
Le origini della Cartapesta, fenomeno tipicamente salentino, sono da ricercarsi nel '700, periodo in cui si assisteva al moltiplicarsi delle Chiese e dei Monumenti.
E proprio il culto dei salentini, che non disponevano di materie pregiate, trovò nell'arte di plasticare la carta (grazie all'aggiunta di altre materie povere come la paglia, stracci colla e gesso, e di pochi modesti attrezzi) la sua massima espressione artistica con la possibilità di realizzare una miriade di lavori sacri.
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Le origini della terracotta sono da ricercarsi in quelle della civiltà, infatti grazie alla facilità della sua fabbricazione (cottura mediante esposizione al fuoco) e alla grande quantità esistente della sua materia base (argilla), fu utilizzata da subito dall'uomo primitivo.
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L'arte della lavorazione del ferro, rispetto quella degli altri metalli, si è sviluppata con un certo ritardo a causa dell'impossibilità di raggiungere 1535° C (temperatura di fusione del ferro) nei forni in cui si poteva solo ottenere a 1300° C ca. lo stato liquido dello zinco e del rame per realizzare il bronzo.
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